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Bollette non pagate: cosa succede, quando rischi il distacco e come rimediare

Bollette non pagate: cosa succede, quando rischi il distacco e come rimediare

Dimenticare una bolletta o trovarsi in difficoltà può capitare. La buona notizia è che il distacco non è immediato: esiste una procedura con passaggi precisi (e, in alcuni casi, tutele che bloccano la sospensione).

Di seguito ti spiego cosa succede davvero, quali sono i tempi minimi e cosa fare per evitare riduzione di potenza o sospensione.

Tabella dei Contenuti

Dopo la scadenza: non si va subito al distacco

Se non paghi entro la data indicata in bolletta, in genere succedono due cose:

  • puoi ricevere un sollecito (anche informale);

  • se il mancato pagamento persiste, il venditore avvia la procedura formale con la costituzione in mora (la famosa “messa in mora”).

La “messa in mora”: cos’è e perché è importante

La comunicazione di messa in mora è l’avviso formale che ti informa che, se non paghi entro un certo termine, il venditore potrà chiedere al distributore la riduzione di potenza o la sospensione della fornitura.

In pratica, è il documento che devi leggere con più attenzione perché contiene:

  • importo da pagare e riferimenti delle fatture;

  • termine ultimo entro cui saldare;

  • modalità per inviare la prova di pagamento (email/PEC/fax/area clienti, ecc.).

Tempistiche tipiche (luce): la procedura in modo semplice

Per l’elettricità, ARERA prevede una sequenza con tempi minimi (riassunta qui in modo “umano”):

Step Cosa succede Quando può avvenire (minimi)
1 Ricevi la messa in mora contiene una data limite per pagare 
2 Scade il termine ultimo senza pagamento devono passare almeno 3 giorni lavorativi prima di richiedere la sospensione 
3 Riduzione potenza (per clienti BT) non prima di 15 giorni dalla scadenza del termine ultimo indicato nella messa in mora; potenza ridotta al 15% 
4 Sospensione (distacco) non prima di 15 giorni dalla riduzione di potenza

Nota: i tempi possono variare in base alla tipologia di fornitura/contatore e alle regole applicabili al tuo caso. La logica però resta: prima messa in mora, poi (eventuale) riduzione, poi sospensione.

Quando NON possono sospendere la fornitura

Ci sono situazioni in cui la fornitura non può essere sospesa oppure la sospensione è bloccata finché non si verificano certe condizioni. Alcuni esempi rilevanti:

  • Clienti “non disalimentabili” (es. persone collegate a macchine salvavita): la fornitura non può mai essere sospesa. 

  • Se hai inviato un reclamo scritto su importi anomali e il venditore non ha risposto in modo motivato, prima di chiedere la sospensione deve rispondere (con alcune eccezioni e soglie).

  • Se il debito è inferiore o uguale a certe garanzie già in mano al venditore (es. deposito cauzionale) e ricorrono le condizioni previste, la sospensione può non essere consentita.

Quanto costa sospensione e riattivazione (elettricità)

I costi possono dipendere dal contratto, soprattutto nel mercato libero. ARERA però chiarisce che:

  • il venditore deve versare al distributore un contributo pari a 27,61 €, dimezzato se è presente un contatore telegestito.

  • per alcuni clienti (es. vulnerabili serviti a condizioni regolate) è previsto anche un contributo al venditore di 23 € per riduzione/sospensione e per ripristino/riattivazione (con regole specifiche su quando si paga una sola volta). 

Ho pagato: come ottenere la riattivazione (e in quanto tempo)

Se la fornitura è stata sospesa, per riattivarla di solito devi:

  1. inviare al venditore richiesta + prova di pagamento con le modalità indicate nella messa in mora; 

  2. il venditore, ricevuta la prova, deve inoltrare la richiesta al distributore immediatamente (con una tolleranza operativa se la documentazione arriva dopo le 18:00). 

  3. il distributore deve riattivare entro 1 giorno feriale dalla richiesta (in particolare, 1 giorno lavorativo se il contatore è telegestito). 

Indennizzi: se il venditore non rispetta le regole

Se le regole non vengono rispettate, possono scattare indennizzi automatici. ARERA riporta, ad esempio:

  • 30 € se la messa in mora non è stata inviata al corretto indirizzo;

  • 20 € in vari casi (termini troppo brevi, invio tardivo, sospensione richiesta troppo presto, ecc.).

Cosa fare se non riesci a pagare (prima che peggiori)

Se ti accorgi che non ce la fai:

  • contatta subito il venditore e chiedi rateizzazione (se disponibile);

  • se la bolletta è “strana”, invia un reclamo scritto motivato il prima possibile;

  • conserva sempre ricevute e comunicazioni (email/PEC/screenshot).

F.A.Q.

Non esiste un “numero unico” valido sempre, ma la sospensione segue una procedura: messa in mora → (eventuale) riduzione potenza al 15% → sospensione, con tempi minimi tra un passaggio e l’altro.

Dopo che invii la prova di pagamento, il venditore deve attivarsi subito e il distributore deve riattivare entro 1 giorno feriale dalla richiesta (in particolare 1 giorno lavorativo se contatore telegestito).

In alcuni casi la sospensione è bloccata se hai presentato un reclamo scritto su importi anomali e il venditore non ha dato una risposta motivata, con eccezioni e soglie specifiche.

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