Migliorare l’efficienza energetica della casa nel 2026 resta conveniente, ma con regole molto diverse rispetto agli anni del Superbonus 110%. Oggi il quadro è più sobrio, con poche aliquote chiare (50% e 36%), niente sconto in fattura e cessione del credito, ma con un vantaggio concreto: chi pianifica bene i lavori può ancora ridurre sensibilmente bollette e imposte per 10 anni.
Capire come funzionano Ecobonus e ciò che resta del Superbonus nel 2026 è fondamentale per non perdere occasioni e per evitare interventi non più agevolabili.
Dati e percentuali
Nel 2026 la logica di fondo è comune a tutti i principali bonus casa: la detrazione dipende dal tipo di immobile.
- Abitazione principale (prima casa): 50%
- Altre abitazioni e immobili non residenziali: 36%
Per l’Ecobonus, le regole generali sono state fissate dal Dl 63/2013 e poi rimodulate dalle Leggi di Bilancio 2025 e 2026, oltre che dai vademecum tecnici ENEA. L’Agenzia delle Entrate ha confermato:
- detrazione da ripartire in 10 rate annuali di pari importo
- aliquote invariate per il 2026 rispetto al 2025
-
decalage dal 2027:
- 36% per la prima casa
- 30% per le altre tipologie di immobili
Ecobonus 2026 in sintesi
- 50% per spese su abitazione principale
- 36% per seconde case, immobili locati o non residenziali
- ripartizione in 10 anni
- massimali per tipologia di intervento, secondo linee guida ENEA e Agenzia delle Entrate:
- fino a 100.000 € per riqualificazione energetica globale
- fino a 60.000 € per isolamento termico (cappotto) e sostituzione infissi
- fino a 60.000 € per schermature solari
- fino a 30.000 € per sostituzione impianti di riscaldamento, pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, caldaie a biomassa
- fino a 15.000 € per sistemi di building automation
Per redditi oltre 75.000 €, l’art. 16‑ter del TUIR introduce un plafond annuo massimo di spesa detraibile (non solo per Ecobonus, ma per tutte le detrazioni), che varia in base al reddito e ai figli a carico. Per esempio:
- tra 75.000 e 100.000 € di reddito:
- senza figli: spesa massima detraibile 7.000 €
- con 2 figli a carico: 11.900 €
- oltre 100.000 € di reddito:
- senza figli: 4.000 €
- con più di 2 figli: 8.000 €
Questo significa che, per i redditi più alti, non tutte le spese per Ecobonus potranno essere detratte, e diventa importante selezionare gli interventi con maggiore impatto energetico e fiscale.
Bollette troppo alte?
Scopri quanto puoi risparmiare sulla tua energia.
Superbonus nel 2026
Il Superbonus “storico” di fatto è archiviato:
- dal 2026 non è più disponibile per le abitazioni ordinarie
- resta solo in casi specifici di ricostruzione post‑sisma (aree Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria colpite dal 2016 in poi, e altri crateri sismici), dove è possibile ancora il 110% su interventi trainanti e trainati, a precise condizioni (istanze presentate entro il 30 marzo 2024, normativa speciale di ricostruzione)
Per la grande maggioranza delle famiglie, quindi, il riferimento reale per il risparmio energetico non è più il Superbonus, ma l’Ecobonus 50–36%.
Esempi concreti di spesa, detrazione e risparmio
Esempio 1 – Cappotto termico su prima casa
- Spesa: 25.000 € per isolamento a cappotto
- Aliquota: 50% (prima casa, 2026)
- Detrazione totale: 12.500 €
- Recupero annuo (10 anni): 1.250 €/anno
- Risparmio bolletta riscaldamento elettrico/gas: 30–40% realistico su edificio energivoro (valori coerenti con stime ENEA per interventi sull’involucro)
Esempio 2 – Sostituzione infissi su seconda casa
- Spesa: 10.000 € per nuovi infissi ad alta prestazione
- Aliquota: 36% (seconda casa, 2026)
- Detrazione totale: 3.600 €
- Recupero annuo: 360 €/anno per 10 anni
- Risparmio energetico atteso: 15–25% sui consumi per riscaldamento, con miglioramento del comfort invernale ed estivo.
Esempio 3 – Pompa di calore su prima casa
- Spesa: 12.000 € per sostituire vecchia caldaia con pompa di calore aria‑acqua
- Aliquota: 50%
- Detrazione totale: 6.000 €
- Recupero annuo: 600 €/anno per 10 anni
- Taglio bolletta: in caso di sostituzione di vecchia caldaia a gasolio o gas con sistema efficiente, il risparmio può arrivare al 40–50% sui costi di riscaldamento (stime in linea con analisi ENEA e studi di settore).
Perché si risparmia energia: la spiegazione tecnica
Gli interventi incentivati dall’Ecobonus hanno tutti un denominatore comune: agiscono su involucro e impianti, i due elementi che determinano la maggior parte dei consumi energetici di un edificio.
-
Involucro edilizio (cappotto, tetto, infissi, schermature)
Dal punto di vista fisico, il calore si disperde principalmente per conduzione attraverso pareti e serramenti, e per infiltrazioni d’aria (spifferi, giunti non a tenuta). Isolare meglio significa:
- ridurre il flusso di calore verso l’esterno in inverno
- limitare l’ingresso di calore in estate
Questo permette di mantenere la stessa temperatura interna con meno energia, tagliando i kWh di gas o elettricità necessari. Studi ENEA mostrano come interventi ben progettati sull’involucro possano ridurre i consumi di riscaldamento dal 30% fino a oltre il 50% in edifici molto energivori.
-
Impianti termici efficienti (pompe di calore, biomassa, sistemi ibridi)
Un vecchio generatore spesso ha rendimenti intorno all’80–85%. Una pompa di calore moderna, invece, ha un COP (coefficiente di prestazione) che può superare 3–4: per ogni kWh elettrico assorbito, fornisce 3–4 kWh termici, cioè un rendimento apparente del 300–400%. Questo è possibile perché la pompa di calore trasferisce calore dall’aria esterna all’interno, invece di produrlo bruciando combustibili.
Analogamente, le stufe e caldaie a biomassa di ultima generazione lavorano con rendimenti elevati, utilizzando combustibili rinnovabili (pellet, legna opportunamente certificata). Anche se serve attenzione alla qualità dell’aria locale, sul bilancio energetico dell’edificio il salto rispetto a un vecchio impianto è notevole.
-
Regolazione e controllo (building automation)
Termostati evoluti, valvole elettroniche e sistemi domotici consentono di modulare al meglio temperatura, orari di accensione e spegnimento, evitando di riscaldare ambienti vuoti o oltre il necessario. Studi internazionali e linee guida ENEA indicano che una buona regolazione può portare fino al 10–15% di risparmio aggiuntivo senza interventi edilizi invasivi.
In sintesi, l’Ecobonus spinge verso una combinazione di meno dispersioni e impianti più efficienti: i due canali che, secondo la fisica del bilancio energetico, permettono di ridurre al minimo l’energia richiesta per mantenere le condizioni di comfort.
Cosa è cambiato rispetto al passato (e perché)
Fino al 2024 molte tipologie di intervento godevano di aliquote più alte (50–65–75%), con maggiorazioni per condomini e interventi combinati con Sismabonus. Con la Legge di Bilancio 2025 prima e quella 2026 poi:
- le percentuali sono state uniformate al doppio binario 50–36%
- sono state eliminate le super‑aliquote sui lavori condominiali (fino al 75–85%)
- è stato confermato lo stop alle caldaie a gas come intervento incentivabile dall’1 gennaio 2025
- sono stati definitivamente chiusi Superbonus, bonus barriere 75% e sconto in fattura/cessione del credito (salve le eccezioni sismiche già ricordate)
La logica è quella indicata da vari documenti programmatici del MEF e dalle analisi di ARERA e Corte dei Conti: ridurre il costo per i conti pubblici, concentrando gli incentivi su aliquote più sostenibili ma stabili nel tempo, e favorendo soprattutto la prima casa.
Requisiti essenziali per non perdere l’Ecobonus 2026
Per accedere all’Ecobonus 2026, la normativa e la prassi di Agenzia delle Entrate ed ENEA richiedono alcuni requisiti chiave.
Requisiti dell’immobile
- deve essere esistente, iscritto al catasto o con richiesta di accatastamento in corso
- l’eventuale IMU dev’essere regolarmente pagata
- in generale deve essere dotato di impianto di riscaldamento (salvo alcune eccezioni: pannelli solari termici, generatori a biomassa, schermature solari)
- vale per qualsiasi categoria catastale (non solo residenziale), con aliquota più alta solo per la prima casa
Soggetti che possono usufruirne
- persone fisiche soggette a Irpef con capienza fiscale sufficiente
- proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, titolari di altro diritto reale
- inquilini e comodatari, con il consenso del proprietario
- condomìni (per interventi sulle parti comuni)
- familiari conviventi e conviventi more uxorio che sostengono la spesa
- soggetti IRES (imprese, società, enti), per fabbricati strumentali
Sono esclusi di fatto:
- incapienti
- contribuenti in regime forfettario o con sola imposta sostitutiva, se non hanno Irpef sufficiente per assorbire la detrazione.
Spese e pagamenti
- per i privati non titolari di reddito d’impresa, è obbligatorio il bonifico parlante, con:
- causale del versamento con riferimento alla norma (Ecobonus)
- codice fiscale del beneficiario della detrazione
- partita IVA o codice fiscale dell’impresa esecutrice
- per titolari di reddito d’impresa, è sufficiente un pagamento tracciabile, purché si conservi idonea documentazione.
Adempimenti tecnici e comunicazione ENEA
- asseverazioni e certificazioni energetiche, ove richieste, redatte da tecnico abilitato
-
comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, tramite il portale dedicato, con:
- dati dell’immobile
- dati dell’intervento
- dati del beneficiario
Senza questa comunicazione, per l’Ecobonus il diritto alla detrazione può essere messo in discussione. È possibile un invio tardivo pagando la relativa sanzione, purché entro la prima dichiarazione utile.
Dichiarazione dei redditi
- le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026 vanno indicate nel modello 730 o nel Modello Redditi PF
- la detrazione viene “spalmata” automaticamente in 10 anni
- chi usa la precompilata, di solito, trova già molti dati inseriti, ma è sempre bene verificarli con le proprie fatture e ricevute.
Sì, a condizione di avere sufficiente capienza Irpef e di scegliere interventi con un buon rapporto costo/risparmio. Il 50% su prima casa significa recuperare metà della spesa in 10 anni, a cui si somma il risparmio annuo in bolletta. Il vantaggio non è più “immediato” come con lo sconto in fattura, ma resta consistente.
No sugli stessi costi: la stessa spesa non può essere detratta due volte. È però possibile, nella stessa ristrutturazione, avere interventi diversi in Ecobonus (es. cappotto, infissi, pompa di calore) e altri in Bonus ristrutturazione (es. rifacimento bagno, modifiche murarie), rispettando limiti e adempimenti di ciascun bonus.
Dal 2027 le aliquote scendono al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili. In pratica, a parità di spesa, recupereresti meno detrazione ogni anno e in totale. Se hai già in programma interventi importanti di efficientamento, il 2026 è, dal punto di vista fiscale, più favorevole.
Fabio Perciante
Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.
Potrebbero interessarti:

Fibra per lo streaming: quale velocità serve per vedere la Serie A?

Offerte fibra a settembre: perché è un buon momento per confrontarle