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Messa a terra

Messa a terra

Tutti gli impianti elettrici devono avere la messa a terra, un accorgimento obbligatorio per la sicurezza indispensabile nelle abitazioni e nei condomini. Soltanto in questo modo il sistema elettrico è considerato a norma, cioè conforme alle leggi vigenti in materia.

Si tratta in particolare di un dispositivo di sicurezza fondamentale in qualsiasi impianto elettrico, poiché in caso di guasti, malfunzionamenti e anomalie, protegge le persone e gli apparecchi elettrici evitando danni materiali e il rischio di folgorazioni.

Cos’è la messa a terra

La messa a terra del quadro elettrico è un impianto composto da vari componenti, tra cui dei fili conduttori di protezione solitamente di colore giallo-verde, dei dispersori e un interruttore differenziale. I fili conduttori servono per connettere l’impianto elettrico al terreno, affinché in caso di tensioni anomale gli elementi metallici possano far fluire la corrente verso il terreno.

I dispersori, invece, connettono l’impianto di messa a terra al terreno, attraverso l’utilizzo di picchetti in rame o in acciaio oppure di un cavo in rame anche chiamato corda. Infine l’interruttore differenziale protegge le persone dalla dispersione di cariche elettriche, interrompendo il flusso di energia elettrica per evitare il contatto diretto con una fase alimentata.

Il simbolo della messa a terra utilizzato negli schemi degli impianti elettrici è rappresentato da una linea verticale e tre linee orizzontali sottostanti di lunghezza decrescente (Earth Ground). Questa è la messa a terra al terreno, altrimenti esistono dei simboli dedicati per altri tipi di messa a terra, come il collegamento all’involucro metallico del dispositivo (Chassis Ground).

A cosa serve la messa a terra

La messa a terra serve principalmente per rendere sicuro l’impianto elettrico e chi lo utilizza, al fine di proteggere persone e apparecchi dagli shock elettrici. Ciò avviene attraverso il collegamento del circuito elettrico a terra, in questo modo in caso di malfunzionamenti o guasti non raggiungeranno un potenziale elettrico pericoloso.

Gli impianti di messa a terra, quindi, prevengono il rischio di folgorazione, ad esempio in caso di dispersioni di energia, tensioni elettriche anomale, scariche elettrostatiche o deterioramento dell’isolamento di un dispositivo elettrico. Si tratta di una funzione di sicurezza, prevista obbligatoriamente per tutte le costruzioni temporanee e ancorate al suolo, comprese strutture come le attrezzature metalliche mobili e i ponteggi.

I riferimenti normativi sono la norma CEI 64-8/4 (D.Lgs. 81/2008) per la messa a terra delle abitazioni, oppure il DPR 22 ottobre 2001, n. 462 per i condomini. Inoltre, il DPR 462/2001 prevede l’obbligo di certificazione della messa a terra attraverso un’apposita dichiarazione di conformità, un documento ufficiale rilasciato da un tecnico autorizzato che deve essere revisionato periodicamente mediante controlli documentali e strumentali.

Alternative alla messa a terra

Su internet si trovano molte indicazioni su potenziali alternative alla messa a terra convenzionale, tuttavia bisogna prestare attenzione perché si tratta di soluzioni non conformi alle leggi vigenti. Ricorrere a una messa a terra non a norma, infatti, espone al rischio di sanzioni e al pericolo di incidenti, anche gravi, in caso di anomalie elettriche e guasti dell’impianto o dei dispositivi ad esso collegati.

Tuttavia, sul mercato esistono delle soluzioni innovative che evitano l’utilizzo dei classici cavetti di terra in rame, in genere impiegate per la protezione di armadi e sistemi elettrici usati all’interno delle aziende. Bisogna comunque sempre rivolgersi a un professionista abilitato, per garantire il rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla legge e utilizzare soltanto componenti conformi per la realizzazione dell’impianto di messa a terra.

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