Lo scaldabagno è una soluzione fra le più comuni utilizzate nelle abitazioni per riscaldare l’acqua, soprattutto in inverno, quando il consumo della stessa aumenta. Il suo consumo però impatta notevolmente sulle bollette, in particolare se non si tengono in considerazioni fattori importanti come: il modello di scaldabagno, la capacità e la temperatura impostata.
Con questa guida vogliamo fornire tutti gli elementi utili per scegliere e utilizzare al meglio lo scaldabagno elettrico, mantenendone il comfort ma riducendo i costi in bolletta.
Consumo medio di uno scaldabagno elettrico
Cominciamo con l’analizzare quanto consuma lo scaldabagno elettrico. Il consumo varia in base alla sua potenza e capacità. In media, uno scaldabagno elettrico con una capacità di 100 litri può consumare tra 1.000 e 1.500 kWh all’anno, a seconda di quanto viene utilizzato e della temperatura impostata. La potenza del dispositivo, espressa in watt (W), influisce direttamente sul consumo. Ad esempio, uno scaldabagno elettrico da 80 litri potrebbe consumare tra 800 e 1.200 kWh all’anno, con un consumo di circa 2-3 kWh per ogni ciclo di riscaldamento completo dell’acqua. La frequenza con cui lo scaldabagno si accende e la temperatura dell’acqua richiesta influiscono notevolmente sui consumi.
Un altro modello molto diffuso è lo scaldabagno elettrico istantaneo. Questi dispositivi non accumulano acqua, ma la scaldano istantaneamente quando viene aperto il rubinetto. Sebbene possiedano un’efficienza maggiore rispetto agli scaldabagni tradizionali, poiché non c’è dispersione di energia nel mantenere l’acqua calda, consumano più energia per ogni singolo utilizzo, soprattutto se utilizzati per periodi prolungati. Il consumo dipende dalla portata dell’acqua calda richiesta, ma può essere compreso tra 3 e 6 kWh per ogni ora di utilizzo.
Differenze tra scaldabagno elettrico e a gas
Esistono due principali tipi di scaldabagni: elettrici e a gas. La principale differenza tra i due riguarda il tipo di energia utilizzata per riscaldare l’acqua. Gli scaldabagni elettrici sono alimentati da energia elettrica e tendono ad essere più semplici da installare, ma generalmente consumano più energia rispetto ai modelli a gas.
Gli scaldabagni a gas utilizzano il gas naturale o il GPL per riscaldare l’acqua, ma va tenuto conto che richiedono un impianto di scarico dei fumi e una ventilazione adeguata, il che può renderli più complessi da installare e meno adatti per ambienti dove l’installazione del gas è difficile o dove vi siano divieti nell’uso di GPL.
In generale, lo scaldabagno elettrico tende ad avere un consumo energetico maggiore, ma può essere una soluzione più economica e facile da gestire se il gas non è disponibile o se l’uso di acqua calda è limitato a periodi brevi.
Fattori che influenzano il consumo (capacità, isolamento, temperatura dell’acqua)
Il consumo energetico di uno scaldabagno elettrico è influenzato da diversi fattori. La capacità dello scaldabagno è uno degli aspetti più significativi: più grande è il volume di acqua da scaldare, maggiore sarà l’energia necessaria per portarla alla temperatura desiderata. Uno scaldabagno da 100 litri consumerà di più rispetto a uno da 50 litri, proprio perché deve riscaldare una maggiore quantità di acqua.
Anche il tipo di isolamento dell’impianto è cruciale per il consumo. Un buon isolamento termico riduce la dispersione di calore, il che significa che lo scaldabagno dovrà lavorare meno per mantenere l’acqua alla temperatura desiderata, riducendo il consumo energetico. I modelli più moderni di scaldabagni elettrici, infatti, sono progettati con materiali isolanti che migliorano l’efficienza energetica e riducono i costi operativi. Da tenere in considerazione anche dove viene installato lo scaldabagno stesso, se ad esempio si trova in una cantina fredda dovrà consumare più energia per mantenere l’acqua calda.
Infine, la temperatura dell’acqua impostata influisce direttamente sui consumi: maggiore è la temperatura che si desidera ottenere, maggiore sarà l’energia necessaria per raggiungerla. Impostare la temperatura dell’acqua a circa 40-45°C è sufficiente per la maggior parte degli usi quotidiani. Ogni aumento di pochi gradi comporta un notevole incremento del consumo energetico.
Come ridurre i consumi dello scaldabagno
Esistono diverse strategie per ridurre i consumi dello scaldabagno elettrico e migliorare l’efficienza energetica. Prima di tutto, è consigliabile regolare la temperatura dell’acqua in modo ottimale, evitando temperature troppo elevate che comportano sprechi energetici. Impostare la temperatura tra 40°C e 45°C è generalmente sufficiente per la maggior parte delle necessità quotidiane, mentre temperature più alte possono essere utilizzate solo quando strettamente necessario.
Un altro consiglio è installare uno scaldabagno con un buon isolamento termico. Questo riduce la dispersione di calore e mantiene l’acqua calda più a lungo, riducendo la necessità di riscaldarla frequentemente. Inoltre, un termostato programmabile o uno scaldabagno a timer può essere un’ottima soluzione per limitare il tempo di funzionamento e farlo attivare solo quando necessario, come per esempio solo nelle ore di picco della domanda.
Infine, una corretta manutenzione dello scaldabagno, come la rimozione periodica del calcare (se l’acqua della zona è particolarmente dura), contribuisce a mantenere l’efficienza energetica e prolungare la vita dell’apparecchio, evitando che il consumo aumenti a causa di un accumulo di calcare nelle resistenze.
Come risparmiare con ConfrontaTariffe?
ConfrontaTariffe permette di valutare il fornitore di energia elettrica più economico per la tua abitazione, in particolare quando si utilizzano diversi elettrodomestici ad alto consumo energetico, come uno scaldabagno elettrico.
Il servizio di confronto tariffe fra diversi fornitori, permette di valutare periodicamente le offerte disponibili e decidere così di cambiare operatore di energia elettrica quando necessario, migliorando l’efficienza del proprio impianto e risparmiando sulle bollette.
F.A.Q
Il consumo di uno scaldabagno elettrico dipende dalla sua capacità, ma in media uno da 100 litri consuma tra 1.000 e 1.500 kWh all’anno.
Un boiler elettrico da 80 litri consuma tra 800 e 1.200 kWh all’anno, a seconda della temperatura impostata e della frequenza d’uso.
Uno scaldabagno elettrico istantaneo può consumare tra 3 e 6 kWh per ogni ora di utilizzo, in base alla quantità di acqua richiesta e alla durata dell’uso.
Per ridurre i consumi, imposta una temperatura ottimale tra 40°C e 45°C, utilizza un modello ben isolato e un termostato programmabile, e fai regolare manutenzione al dispositivo.
Fabio Perciante
Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.
Potrebbero interessarti:
Salvavita del contatore: di cosa si tratta e come funziona
Guida completa per leggere il contatore del gas in modo facile