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Bolletta della luce e del gas: guida pratica a IVA, accise e oneri di sistema

Bolletta della luce e del gas: guida pratica a IVA, accise e oneri di sistema

Capire come funzionano IVA, accise e oneri di sistema è essenziale per leggere con consapevolezza la bolletta di luce e gas e, soprattutto, per individuare dove si può davvero risparmiare.

Queste voci non dipendono dal fornitore: sono stabilite da leggi nazionali e dalle delibere di ARERA e valgono per tutti. Sapere come incidono in percentuale sul totale ti aiuta a distinguere tra ciò che puoi scegliere (offerta, abitudini di consumo, potenza del contatore) e ciò che invece è uguale per tutti.

Tabella dei Contenuti
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Capire come funzionano IVA, accise e oneri di sistema è essenziale per leggere con consapevolezza la bolletta di luce e gas e, soprattutto, per individuare dove si può davvero risparmiare.

Queste voci non dipendono dal fornitore: sono stabilite da leggi nazionali e dalle delibere di ARERA e valgono per tutti. Sapere come incidono in percentuale sul totale ti aiuta a distinguere tra ciò che puoi scegliere (offerta, abitudini di consumo, potenza del contatore) e ciò che invece è uguale per tutti.

Dati e percentuali

Nelle bollette italiane di luce e gas la spesa complessiva si può schematizzare in quattro grandi blocchi:

  • spesa per la materia energia/gas naturale
  • spesa per trasporto e gestione del contatore
  • oneri di sistema
  • imposte (accise, addizionali regionali per il gas, IVA)

Per una famiglia tipo (dati ARERA e analisi di settore degli ultimi anni, prima dei picchi di prezzo 2022–2023), le percentuali medie sono generalmente le seguenti.

Per la luce:

  • materia energia: circa 45–55% del totale
  • trasporto e gestione contatore: circa 15–20%
  • oneri di sistema: circa 10–20% (fortemente variabili, in alcuni periodi azzerati per decisione del governo)
  • imposte (accise + IVA): circa 10–15%

Per il gas:

  • materia gas: circa 45–50%
  • trasporto e gestione contatore: circa 18–20%
  • oneri di sistema: circa 18–20%
  • imposte (accise + addizionali + IVA): intorno al 13–15%

Studi di ARERA e analisi di operatori di settore mostrano che, sottraendo le addizionali regionali, IVA e accise da sole incidono di solito per circa il 10% sul totale della bolletta di una famiglia tipo.

Aliquote IVA: luce e gas

Per l’energia elettrica:

  • utenze domestiche: IVA agevolata al 10%
  • usi diversi dal domestico (aziende, uffici, seconde case non residenziali): IVA al 22%

L’IVA si applica sull’intero importo della fattura, comprese accise e oneri di sistema. Questo genera un “effetto a cascata”: paghi l’IVA anche sulle altre imposte.

Per il gas naturale:

  • uso domestico: 10% fino a 480 smc/anno, 22% sui consumi eccedenti e sulle quote fisse
  • usi non domestici: in genere 22%, salvo attività agevolate (agricole, manifatturiere, estrattive ecc.) che possono avere IVA al 10%

Accise: soglie e agevolazioni principali

Energia elettrica (clienti domestici, dati Agenzia delle Dogane):

  • abitazione di residenza fino a 3 kW: esenzione accisa fino a 150 kWh/mese (circa 1.800 kWh/anno), oltre tale soglia: 0,0227 €/kWh
  • abitazione di residenza con potenza oltre 3 kW: 0,0227 €/kWh su tutti i consumi
  • seconde case e altri usi civili: 0,0227 €/kWh

Gas naturale, usi civili (scaglioni per anno, valori indicativi Centro–Nord, dati ARERA/Agenzia Dogane):

  • 0–120 smc: circa 0,044 €/smc
  • 121–480 smc: circa 0,175 €/smc
  • 481–1.560 smc: circa 0,170 €/smc
  • oltre 1.560 smc: circa 0,186 €/smc

Nel Mezzogiorno le aliquote sono più basse per incentivare la diffusione del metano.

Per gli usi industriali il valore è molto più contenuto (circa 0,0125 €/smc, con ulteriore riduzione oltre 1.200.000 smc/anno).

Quanto si può risparmiare agendo su queste voci

IVA e accise non si possono “togliere”, ma si può ridurre quanto pesano:

  • meno consumi = meno accise, meno oneri variabili, meno IVA, perché si abbassa il totale fatturato
  • mantenendo i consumi entro certi scaglioni (es. 480 smc/anno di gas o 150 kWh/mese di luce per certe tipologie) si sfruttano appieno le aliquote agevolate
  • scegliendo un’offerta più conveniente sulla materia energia/gas, si riduce la base imponibile su cui si calcola l’IVA

Per una famiglia che spende 1.000 euro/anno di luce, tagliare i consumi del 10–15% può far risparmiare non solo 100–150 euro sulla materia energia, ma anche 10–20 euro tra accise e IVA collegate a quei consumi.

Tabelle esplicative

Per rendere concreti numeri e concetti, ecco una sintesi delle imposte tipiche su luce e gas per un’utenza domestica.

Bolletta luce: esempio di ripartizione costi

Ipotesi: famiglia tipo, consumo annuo 2.700 kWh, potenza 3 kW, spesa annua totale 800 €.

Voce di spesa Importo annuo stimato % su totale
Spesa per la materia energia 400 € 50%
Trasporto e gestione contatore 140 € 17,5%
Oneri di sistema 120 € 15%
Accise energia elettrica 40 € 5%
IVA (10% sull’intera bolletta) 100 € 12,5%
Totale annuo 800 € 100%

In questo scenario:

  • le sole imposte (accise + IVA) valgono 140 € su 800 € (17,5%)
  • di questi 140 €, circa 100 € sono IVA e 40 € accise

Tagliare i consumi del 15% (risparmio materia + quote variabili) potrebbe ridurre la spesa annua di circa 120–130 €, di cui 10–15 € proprio tra accise e IVA.

Bolletta gas: accise e IVA per fascia di consumo domestico

Ipotesi: zona Centro–Nord, uso domestico civile.

Scaglione annuo consumo gas Accisa indicativa (€/smc) Note fiscali principali
0–120 smc ~0,044 IVA 10%
121–480 smc ~0,175 IVA 10% fino a 480 smc
481–1.560 smc ~0,170 Da qui in avanti, IVA 22% sui consumi eccedenti
Oltre 1.560 smc ~0,186 Accisa più alta, IVA 22% sui consumi in più

Per una famiglia con consumi annui intorno a 800–1.000 smc (riscaldamento a gas), restare il più possibile vicino alla soglia di 480 smc per uso cucina/ACS e ridurre il fabbisogno per riscaldamento (coibentazione, termostato efficiente, caldaia a condensazione) ha un doppio effetto:

  • meno smc in scaglioni di accisa più costosi
  • meno quota di consumi tassata al 22% di IVA

Spiegazione del fenomeno

Perché esistono IVA e accise in bolletta

Dal punto di vista fiscale, luce e gas sono beni di largo consumo e strategici. Per questo lo Stato applica:

  • accise: imposte indirette sul consumo, calcolate a quantità (kWh o smc). Il loro importo è definito dal Testo Unico delle Accise (D.Lgs. 504/1995) ed è incassato tramite i fornitori ma destinato all’erario
  • IVA: imposta sul valore aggiunto (DPR 633/1972), che colpisce il valore economico del servizio. Si applica sull’intera base imponibile, quindi:
    • materia energia/gas
    • trasporto e gestione contatore
    • oneri di sistema
    • accise e, per il gas, addizionali regionali

Le accise sono pensate anche per orientare i consumi:

  • aliquote più basse o esenzioni per prime case con bassi consumi o per alcune attività produttive
  • aliquote più alte per scaglioni di consumo maggiori o per usi non domestici

Cosa sono tecnicamente gli oneri di sistema

Gli oneri di sistema sono una voce separata in bolletta (sia luce che gas) e non vanno confusi con le imposte. Sono corrispettivi regolati da ARERA, aggiornati periodicamente e uguali per tutti i fornitori.

Per la luce finanziano, tra l’altro:

  • incentivi alle fonti rinnovabili e alla cogenerazione (componente ASOS)
  • altre attività di interesse generale (componente ARIM), come sicurezza del nucleare, bonus sociale, ricerca di sistema

Per il gas finanziano:

  • progetti di efficienza e risparmio energetico
  • compensazioni per il servizio di tutela
  • bonus sociale gas
  • sviluppo di reti e infrastrutture, inclusi alcuni progetti di teleriscaldamento

Dal punto di vista fisico-energetico, gli oneri non sono energia che consumi ma costi di sistema ripartiti su tutti gli utenti. Più consumi, più paghi la parte variabile di questi oneri, perché si suddivide il costo complessivo su un numero maggiore di kWh o smc.

Perché riducendo i consumi calano anche IVA, accise e oneri

Il meccanismo è questo:

  1. ogni kWh o smc in meno abbassa:

    • la spesa per la materia prima
    • le quote variabili di trasporto e oneri di sistema
    • l’importo di accisa (che si applica a quantità)
  2. l’IVA si applica sul totale ricalcolato: meno consumo → base imponibile più bassa → meno IVA

  3. rimanendo entro scaglioni più favorevoli (es. sotto alcuni limiti di consumo annuo o mensile) si può conservare l’aliquota IVA ridotta e non “spingere” più volume possibile negli scaglioni di accisa più cari.

Ecco perché gli interventi di efficienza energetica e di buon uso degli impianti hanno un effetto moltiplicativo: non riducono solo il costo “puro” dell’energia, ma anche le tasse e gli oneri collegati.

 

Nella bolletta sintetica trovi un riquadro “Imposte – accise e IVA” e un riquadro “Oneri di sistema” (a volte inglobati nella voce “spesa per la rete e oneri generali”). Nella bolletta di dettaglio, obbligatoria per tutti i fornitori, le voci sono elencate con importi, aliquote e periodi di consumo: è il documento da scaricare per capire davvero quanto paghi di tasse e oneri.

 

No. Aliquote IVA e accise sono definite per legge e sono uguali per tutti i fornitori, sia nel mercato libero sia nel servizio di tutela. Puoi però ridurre l’importo su cui vengono calcolate (consumando meno) e, se rientri nei requisiti, ottenere agevolazioni fiscali o il bonus sociale elettrico e gas.

Possono essere ridotti o azzerati temporaneamente con decreto del governo, come è avvenuto nel 2021–2022 per contrastare il caro energia. Però finanziano attività strutturali (rinnovabili, bonus sociali, sicurezza del sistema), quindi a regime restano una componente stabile. Su di essi non puoi intervenire scegliendo il fornitore, ma riducendo i consumi ne abbassi comunque la quota variabile.

 

Immagine di Fabio Perciante

Fabio Perciante

Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.

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