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Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili (CER)

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili (CER)

Le comunità energetiche rinnovabili stanno diventando uno degli strumenti più concreti per abbassare le bollette, produrre energia pulita vicino a casa e aiutare chi è in povertà energetica. Non servono impianti complicati in ogni abitazione: la logica è condividere un impianto comune, sfruttare incentivi statali e ridurre l’energia prelevata dalla rete nazionale.

Capire come funzionano le CER e come si entra a farne parte permette di valutare con realismo quanto si può risparmiare e quali vincoli esistono, evitando aspettative irrealistiche.

Tabella dei Contenuti
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Dati e percentuali

Le stime di risparmio e di incentivo derivano da fonti come GSE, ARERA, PNRR, ENEA e da simulazioni diffuse nei principali studi di settore.

Quanto si può risparmiare in bolletta

Per un utente domestico che entra in una CER come semplice consumatore (senza impianto proprio), i numeri realistici sono:

  • riduzione effettiva dei costi elettrici: 10–25% sulla spesa annua, tramite la quota di incentivo che la comunità decide di riconoscere ai membri
  • per chi partecipa anche all’investimento nell’impianto (prosumer): risparmio complessivo (bolletta + incentivi) che può arrivare a 30–40% del costo dell’energia elettrica nel lungo periodo, a seconda di dimensione impianto, orientamento e profilo di consumo

Per dare un ordine di grandezza, considerando un consumo medio domestico di 2.700–3.000 kWh/anno:

  • spesa elettrica annua tipica (tasse incluse) in regime di mercato tutelato/libero: 700–900 €
  • partecipazione a CER come consumatore: beneficio annuo medio realistico 70–200 €
  • partecipazione a CER come prosumer con fotovoltaico dedicato: beneficio potenziale complessivo 250–350 € l’anno, che contribuisce a ripagare l’investimento iniziale in 8–12 anni (senza considerare contributi PNRR)

Incentivi sulla energia condivisa

Gli incentivi principali oggi sono:

  • tariffa incentivante GSE (DM MASE 414/2023): riconosciuta sull’energia condivisa per 20 anni

    • componente fissa: più alta per impianti piccoli, più bassa per impianti vicini a 1 MW
    • componente variabile: fino a 40 €/MWh (0,04 €/kWh) che cresce quando il prezzo dell’energia sul mercato scende
    • maggiorazioni territoriali per fotovoltaico meno produttivo:
      • +4 €/MWh Centro Italia
      • +10 €/MWh Nord Italia
  • corrispettivo ARERA per l’energia condivisa (2024, valori indicativi):

    • trasmissione: 10,57 €/MWh
    • distribuzione: 0,65 €/MWh
    • per gruppi di autoconsumo collettivo (stesso edificio) si aggiunge un piccolo contributo per perdite di rete evitate (cPR), nell’ordine di 1,5–3,3 €/MWh a seconda della tensione (dato 2023)

Nelle configurazioni più tipiche (condomini o piccole CER residenziali), la tariffa premio GSE sull’energia condivisa ha un tetto massimo di 120 €/MWh, cioè 0,12 €/kWh, e può ridursi fino a circa 0,08 €/kWh quando il prezzo zonale dell’energia è molto alto.

Contributi PNRR

Per impianti inseriti in CER situate in Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti, il PNRR prevede un contributo a fondo perduto fino al 40% del costo ammissibile dell’impianto, con massimali indicativi:

  • 1.500 €/kW per impianti fino a 20 kW
  • 1.200 €/kW per impianti da 20 a 200 kW
  • 1.100 €/kW per impianti da 200 a 600 kW
  • 1.050 €/kW per impianti da 600 a 1.000 kW

Questo contributo accelera in modo sensibile il rientro economico, anche se comporta una riduzione della tariffa incentivante riconosciuta dal GSE per evitare doppi vantaggi eccessivi.

Perché si risparmia: la logica fisica ed energetica

Il risparmio nasce da alcuni meccanismi tecnici ben precisi.

  1. Autoconsumo locale

    Quando i membri della CER consumano l’energia nello stesso momento in cui viene prodotta dall’impianto comune, una parte dell’energia non deve più viaggiare sulle reti di trasmissione e distribuzione nazionali. Questo comporta:

    • minori perdite di rete (meno dispersione di energia lungo i cavi)
    • minori costi di sistema legati al trasporto e alla gestione dei picchi di domanda
  2. Riduzione dei picchi sulla rete nazionale

    Se, ad esempio, molti elettrodomestici vengono fatti funzionare nelle ore in cui il fotovoltaico della CER produce (tipicamente nelle ore centrali della giornata), si riduce il prelievo contemporaneo dalla rete nazionale. Il sistema elettrico:

    • diventa più stabile, con meno picchi da gestire
    • richiede meno energia da centrali a gas, con minori emissioni di CO₂
  3. Energia autoconsumata “virtualmente”

    Dal punto di vista tecnico, la rete e i contatori funzionano come sempre. La “condivisione” è virtuale: il GSE, partendo dalle letture orarie dei contatori, calcola per ogni ora quanta energia è stata prodotta dagli impianti della CER e quanta ne hanno consumata i membri. La quota minima tra queste due grandezze è considerata energia condivisa e su quella si calcolano gli incentivi.

  4. Incentivi legati ai costi evitati

    La tariffa incentivante e i corrispettivi ARERA sono costruiti in modo da premiare i kWh che non pesano sulla rete. In pratica lo Stato restituisce, sotto forma di incentivo alla comunità, una parte dei costi che il sistema evita grazie a quell’energia locale.

Chi può far parte di una CER e che ruoli esistono

Possono partecipare:

  • persone fisiche (singoli cittadini, famiglie)
  • PMI
  • enti locali e autorità pubbliche
  • enti religiosi, enti del terzo settore, associazioni

Le grandi imprese non possono essere membri ordinari di CER, ma possono partecipare in altre configurazioni (es. gruppi di autoconsumatori).

I ruoli “tipici” all’interno di una CER sono:

  • consumatore: non ha un impianto proprio, ma consuma energia e partecipa alla ripartizione degli incentivi sulla quota di energia condivisa
  • produttore: possiede un impianto rinnovabile e lo mette a disposizione della comunità
  • prosumer: nello stesso punto di connessione è sia produttore sia consumatore
  • titolare di superficie idonea: mette a disposizione tetti o terreni per ospitare gli impianti

Ogni punto di connessione (POD), sia di consumo sia di produzione, può appartenere a una sola CER. Lo stesso soggetto però può far parte di più comunità se ha più POD.

Vincolo geografico e cabina primaria

Per poter accedere agli incentivi, tutti i membri (produttori e consumatori) devono essere allacciati alla stessa cabina primaria della rete di distribuzione. La cabina primaria serve generalmente:

  • alcuni quartieri di una grande città
  • un intero piccolo Comune o più Comuni limitrofi

I distributori sono tenuti a pubblicare elenchi che permettono di sapere a quale cabina primaria è collegato ogni POD. In questo modo si può verificare se si rientra nel perimetro di una CER esistente o se è possibile crearne una nuova.

Cosa succede alla bolletta

Un punto importante chiarito anche da ARERA e dagli approfondimenti divulgativi (come Altroconsumo):

  • il fornitore di energia non cambia per forza; si è liberi di scegliere l’offerta luce più adatta
  • la bolletta continua a essere calcolata sui consumi misurati dal contatore, in base alla propria tariffa
  • gli incentivi CER arrivano in un secondo momento, tramite la comunità, non vengono scontati direttamente in bolletta

Questo significa che la bolletta resta formalmente la stessa, ma una quota dei costi sostenuti viene “restituita” sotto forma di incentivo periodico.

Come si entra a far parte di una CER, in pratica

Di solito il percorso per un cittadino o una piccola impresa è questo:

  1. Verificare il perimetro geografico

    Attraverso il POD indicato in bolletta (e gli strumenti messi a disposizione dai distributori o da Comuni/associazioni) si può capire a quale cabina primaria si è connessi e quali CER sono attive o in progetto nella propria zona.

  2. Contattare la comunità o il promotore locale

    Molti Comuni, banche di credito cooperativo, cooperative energetiche e associazioni stanno raccogliendo manifestazioni di interesse per creare CER. Spesso viene chiesto di fornire:

    • consumi storici (kWh/anno e spesa annua)
    • ruolo che si intende ricoprire (consumatore, prosumer, titolare di superficie)
  3. Valutare i costi di adesione e le regole interne

    Ogni CER ha un proprio statuto e un regolamento che stabilisce:

    • eventuali quote di ingresso o contributi per spese di gestione
    • criteri con cui si ripartiscono gli incentivi tra chi ha investito e chi è solo consumatore
    • tempi e modalità di recesso dalla comunità
  4. Sottoscrivere l’adesione

    Si entra formalmente nella comunità come socio o aderente, senza obbligo di cambiare il contratto di fornitura elettrica. Da quel momento i propri consumi rientrano nel calcolo dell’energia condivisa.

  5. Per i prosumer: realizzare o adeguare l’impianto

    Chi vuole diventare anche produttore dovrà:

    • progettare un impianto FER (più spesso fotovoltaico)
    • verificare i requisiti richiesti dal DM 414/2023 e dal GSE
    • eventualmente chiedere i contributi PNRR tramite il portale GSE

Il GSE, ricevuta la domanda tramite il referente della comunità, verifica i requisiti e stipula il contratto per l’energia condivisa, avviando l’erogazione delle tariffe incentivanti.

No. La normativa prevede che la partecipazione a una CER sia indipendente dalla scelta del fornitore. Puoi continuare a usare il tuo attuale contratto luce e, se lo desideri, confrontare le offerte più convenienti sul mercato libero.

Sì. È uno dei principali vantaggi delle comunità energetiche. Puoi aderire come consumatore e beneficiare della quota di incentivi legata all’energia condivisa, pur non avendo un impianto di proprietà. L’investimento nell’impianto può essere sostenuto da altri membri o da soggetti terzi.

Dipende da potenza dell’impianto, costo di installazione, presenza o meno del contributo PNRR e profilo di consumo. In molti casi residenziali, con impianti ben dimensionati e partecipazione a una CER, i tempi di rientro realistici sono tra 8 e 12 anni, riducibili di qualche anno in presenza di contributi a fondo perduto.

 

Immagine di Fabio Perciante

Fabio Perciante

Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.

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