Aumentare la potenza del contatore è un’operazione sempre più richiesta da chi sta rinnovando casa, installando nuovi elettrodomestici o passando a sistemi di riscaldamento e raffrescamento completamente elettrici. Con l’evoluzione tecnologica e la diffusione di soluzioni come pompe di calore, piani a induzione e auto elettriche, i tradizionali 3 kW di potenza contrattuale spesso non bastano più. Vediamo quando conviene aumentare i kW, quanto costa e come procedere con la richiesta.
🔥 Cosa sapere sull’aumento di kW
- Aumentare i kW serve per gestire più elettrodomestici, cucine a induzione, pompe di calore o auto elettriche.
- Il costo iniziale varia da 70 a 90 € per ogni kW aggiuntivo, più circa 27 € di pratica e possibili spese del fornitore.
- L’aumento più comune è da 3 a 4,5 kW, con un costo tra 105 e 135 € una tantum e circa 70 € in più ogni anno.
- La procedura si richiede al fornitore di energia e di solito si completa in 4-7 giorni lavorativi, spesso da remoto.
Perché aumentare i kW del contatore
Il fabbisogno di energia elettrica di una casa dipende dal numero di elettrodomestici utilizzati e dalla loro potenza. Se si superano i limiti della potenza contrattuale, il contatore scatta e interrompe l’erogazione di corrente, causando disagi e interruzioni delle attività domestiche.
Tra le situazioni più comuni che richiedono un aumento della potenza ci sono:
- Installazione di nuovi elettrodomestici energivori come forni elettrici di ultima generazione, asciugatrici o climatizzatori ad alta potenza;
- Sostituzione del gas con soluzioni elettriche come il piano a induzione o il riscaldamento a pompa di calore;
- Ricarica di auto elettriche direttamente a casa;
- Case più grandi o con più abitanti, che richiedono l’uso contemporaneo di più dispositivi.
Un aumento di potenza assicura un approvvigionamento elettrico stabile e permette di utilizzare più apparecchi nello stesso momento, senza dover rinunciare al comfort.
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Quanto costa aumentare la potenza
Il costo per aumentare i kW del contatore è regolato da ARERA e si calcola in base a una tariffa fissa per ogni kW aggiuntivo richiesto. In media, l’operazione prevede:
- Quota potenza: circa 70-90 € per ogni kW aggiuntivo;
- Quota fissa di pratica: circa 27 €;
- Eventuali costi del fornitore: alcune compagnie applicano una piccola maggiorazione amministrativa.
In termini pratici, se da 3 kW si passa a 4,5 kW, l’aumento di 1,5 kW può costare tra i 105 e i 135 €, a cui aggiungere le spese di gestione. L’importo viene di solito addebitato direttamente in bolletta.
Oltre al costo iniziale, bisogna considerare l’impatto sui costi fissi annuali: la quota potenza in bolletta aumenta in proporzione ai kW contrattuali. Per esempio, passare da 3 kW a 4,5 kW comporta circa 70 € in più ogni anno di spese fisse.
Come richiedere l’aumento di potenza
La procedura per aumentare i kW del contatore è semplice e può essere completata interamente tramite il fornitore di energia. I passaggi tipici sono:
- Contattare il servizio clienti del proprio fornitore, comunicando la potenza attuale e quella desiderata;
- Compilare la modulistica fornita dalla compagnia, indicando i dati dell’intestatario, il codice POD e la nuova potenza richiesta;
- Allegare i documenti richiesti, solitamente copia di un documento d’identità e codice fiscale;
- Confermare la richiesta e attendere l’intervento tecnico, che in molti casi avviene da remoto senza bisogno di presenza fisica;
- Verificare l’adeguamento dell’impianto elettrico: in alcuni casi, specialmente con aumenti importanti, può essere necessario che un elettricista controlli la compatibilità dell’impianto.
Le tempistiche per l’aumento sono generalmente brevi: nella maggior parte dei casi bastano 4-7 giorni lavorativi dalla richiesta.
Aumento potenza da 3 a 4,5 kW
L’aumento più comune è quello da 3 a 4,5 kW, ideale per chi vuole utilizzare più elettrodomestici contemporaneamente senza rischiare distacchi. Questa configurazione è adatta a famiglie con cucina a induzione o a chi utilizza più climatizzatori.
Il costo per un aumento di 1,5 kW si aggira tra i 105 e i 135 € una tantum, con un incremento annuo sui costi fissi di circa 70 €.
Aumento potenza da 3 a 6 kW
Passare da 3 a 6 kW è una scelta adatta a chi ha un elevato fabbisogno energetico, ad esempio case di grandi dimensioni, più piani e numerosi elettrodomestici energivori. È l’opzione consigliata anche per chi possiede un’auto elettrica e desidera ricaricarla in tempi rapidi.
L’aumento di 3 kW comporta una spesa iniziale tra i 210 e i 270 €, a cui aggiungere circa 140 € in più ogni anno di quota potenza.
Aumento potenza da 4,5 a 6 kW
Questa soluzione è perfetta per chi ha già aumentato la potenza in passato ma necessita di un ulteriore upgrade.
Il costo per 1,5 kW aggiuntivi è simile a quello del passaggio da 3 a 4,5 kW, quindi tra 105 e 135 €, con un incremento sui costi fissi annui di circa 70 €.
Tempi per l’aumento
Come anticipato, la procedura è rapida: in assenza di lavori sull’impianto elettrico interno, la modifica può essere effettuata da remoto in meno di una settimana. In caso di interventi tecnici, i tempi possono allungarsi fino a 15 giorni lavorativi.
Costi nascosti
Oltre alla quota potenza e alla spesa iniziale, bisogna tenere conto di altri possibili costi:
- Maggiorazioni amministrative del fornitore;
- Adeguamenti dell’impianto elettrico interno;
- Maggior consumo energetico: con più potenza disponibile, si tende a utilizzare più apparecchi contemporaneamente, con conseguente aumento della spesa in bolletta.
Sapere quanto costa aumentare i kW e valutare con attenzione il proprio fabbisogno aiuta a evitare sprechi e spese superflue. La scelta della potenza giusta deve basarsi su un’analisi realistica delle proprie abitudini di consumo e dei dispositivi presenti in casa. Aumentare i kW aiuta ad avere un comfort maggiore e a una gestione più flessibile degli elettrodomestici, ma richiede anche un’attenzione costante ai consumi per non vedere crescere eccessivamente la bolletta.
F.A.Q
L’aumento di 1,5 kW costa in media tra 105 e 135 € una tantum, con circa 70 € in più di costi fissi annui.
Sì, basta fare richiesta al proprio fornitore di energia, che inoltrerà la pratica al distributore locale.
In media 4-7 giorni lavorativi, salvo interventi tecnici sull’impianto interno.
Per le abitazioni private, la potenza può arrivare fino a 10 kW, ma oltre i 6 kW le spese fisse diventano molto elevate.
Sì, la quota potenza in bolletta aumenta in proporzione ai kW contrattuali, anche se non si consuma energia.
Fabio Perciante
Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.
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