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Smart working: quanto aumenta davvero la bolletta e come limitare i costi

Smart working: quanto aumenta davvero la bolletta e come limitare i costi

Lavorare da casa fa risparmiare su trasporti, pranzi fuori e tempo perso nel traffico, ma sposta una parte dei costi dell’ufficio sull’abitazione. Computer e modem restano accesi tutto il giorno, si cucina e si scalda casa più a lungo, d’estate il condizionatore lavora nelle ore più calde.

Capire quanto cresce davvero la bolletta con lo smart working è il primo passo per scegliere in modo consapevole quante giornate fare da remoto, negoziare eventuali rimborsi con l’azienda e impostare buone abitudini di risparmio.

Tabella dei Contenuti
Icona vettoriale di una bolletta energetica in stile outline arancione su sfondo chiaro. Illustrazione minimalista con simbolo dell’euro, righe di testo stilizzate e icona di fiamma, ideale per siti web di comparazione tariffe, energia e risparmio. Design moderno e coerente con grafiche di calcolatore o strumenti di analisi bolletta.

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Aumento di luce e gas per chi lavora da casa

Le principali indicazioni convergono su alcuni ordini di grandezza:

  • Elettricità

    • Altroconsumo stima, per famiglie con più persone in smart working, un aumento dei consumi elettrici fino a +19–23% l’anno, pari a circa 300–325 € in più sulla bolletta annuale della luce nelle condizioni di prezzo considerate.
    • Per una singola postazione, una media di 3,2 kWh al giorno di consumi specifici da home office (pc, monitor, router, piccole periferiche). Con un prezzo di circa 0,16 €/kWh, parliamo di 0,51 € al giorno:
      • circa 55 € l’anno se si lavora da casa 9 giorni al mese
      • fino a 120 € l’anno per chi è full remote (20 giorni al mese)
    • Altri studi indicano, per il solo effetto smart working, mediamente 300 € in più l’anno di elettricità per nucleo familiare.
  • Gas per riscaldamento e cucina

    • Lavorare da casa porta a un aumento medio dei consumi di gas di circa +13%, con stime di fino a 475 € in più all’anno rispetto a una situazione pre-smart working, in abitazioni con riscaldamento autonomo.
    • In termini di volumi, per una famiglia tipo mantenere 19–20 °C con più ore di permanenza in casa può significare circa 165 m³ di gas in più in un inverno medio.

Mettendo insieme luce, gas e connessione fissa, diverse simulazioni su profili tipo portano a un extra annuo compreso tra 145 e 268 € in condizioni di prezzi “normali”. Con il caro energia degli ultimi anni, gli stessi incrementi di consumo possono tradursi in 400–800 € in più l’anno, a seconda della zona climatica, del tipo di impianto e delle tariffe attive.

Quanto pesa lo smart working per i diversi nuclei familiari

  • Single

    • Spesa annua totale per luce, gas e internet: circa 1.116 €
    • Extra dovuto a smart working e permanenza in casa: +145 € l’anno
  • Coppia

    • Spesa annua per luce, gas e internet: circa 1.484 €
    • Extra imputabile al lavoro da casa: +193 € l’anno
  • Famiglia (due genitori e un figlio)

    • Spesa annua per luce, gas e internet: circa 2.058 €
    • Incremento dovuto a smart working e didattica a distanza: +268 € l’anno

Si tratta di stime elaborate in fase pre‑caro energia; con tariffe più alte, gli stessi consumi in più corrispondono oggi a cifre sensibilmente maggiori.

Costi diretti della postazione di lavoro

La componente “postazione di lavoro” (pc, schermo, modem, piccola illuminazione) da sola non pesa moltissimo:

  • circa 3,2 kWh/giorno per una postazione tipo
  • pari a 0,50–0,60 €/giorno per ogni giornata di smart working
  • nell’anno, indicativamente 55–120 € in più per chi lavora spesso da casa

Il problema vero, dal punto di vista della bolletta, nasce quando si sommano:

  • riscaldamento acceso molte più ore
  • condizionatore o pompe di calore nelle ore centrali estive
  • cucina usata a pranzo tutti i giorni
  • elettrodomestici in funzione nelle fasce più care (se la tariffa è bioraria)

Bilancio costi/benefici per il lavoratore

L’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano, tenendo insieme maggiori spese energetiche e minori costi di trasporto e pranzi fuori, stima che:

  • con 2 giorni a settimana di smart working si abbia un risparmio netto medio di circa 600 € l’anno per lavoratore
  • questo dopo aver già scontato fino a 400 € di maggiori costi per bollette e consumi domestici.

In altre parole, la bolletta cresce, ma il risparmio su benzina/abbonamenti e pasti esterni resta, nella maggior parte dei casi, superiore.

Aumento di spesa annuo stimato per profilo familiare

Di seguito una tabella riassuntiva, con valori indicativi che sintetizzano diverse fonti . Le cifre sono in euro/anno e si riferiscono a un contesto di prezzi medi, senza i picchi più estremi del caro energia.

Profilo Spesa annua luce + gas + internet (stima) Extra per smart working e permanenza in casa Incidenza % dell’extra
Single ~1.116 € +145 € ≈ +13%
Coppia ~1.484 € +193 € ≈ +13%
Famiglia (2 genitori + 1 figlio) ~2.058 € +268 € ≈ +13%

Questi valori sono utili come ordine di grandezza: con tariffe energetiche più alte, a parità di kWh o m³ consumati in più, l’incremento in euro può essere anche 1,5–2 volte superiore.

Giornate di smart working e costo aggiuntivo della sola postazione

La tabella seguente si concentra sul costo energetico diretto della postazione (pc, monitor, modem, luci dedicate), escludendo riscaldamento, clima e grandi elettrodomestici.

Modalità di lavoro da casa Giorni di smart working al mese Extra annuo per la sola postazione (stima)
Saltuario (1 giorno a settimana) ≈ 4–5 giorni/mese ~30–35 €
2 giorni a settimana ≈ 8–9 giorni/mese ~55 €
3 giorni a settimana ≈ 12–13 giorni/mese ~75–85 €
Full remote (5 giorni a settimana) ≈ 20 giorni/mese ~110–120 €

Come si vede, non è il pc a far esplodere la bolletta. L’impatto importante arriva da climatizzazione, riscaldamento e gestione del resto della casa occupata tutto il giorno.

Perché lo smart working fa aumentare i consumi

Dal punto di vista energetico, il lavoro in ufficio concentra i consumi in un’unica struttura: luci, riscaldamento, climatizzazione e apparecchiature vengono gestiti su grandi volumi, spesso con sistemi più efficienti.

Quando si passa allo smart working, la stessa attività viene “spalmata” su migliaia o milioni di abitazioni. Dal lato della singola famiglia:

  • si allungano le ore di utilizzo di riscaldamento e, in estate, di climatizzazione
  • la cucina viene usata per uno o due pasti in più al giorno rispetto a prima
  • aumentano l’uso di forno, lavastoviglie, microonde, frigorifero sollecitato da aperture più frequenti
  • l’illuminazione artificiale resta accesa più a lungo, specie in inverno con l’ora solare
  • si tengono accesi router, monitor, periferiche per molte più ore.

A livello fisico, il consumo di energia dipende da tre fattori principali:

  • potenza dell’apparecchio (kW)
  • tempo di utilizzo (ore)
  • efficienza del sistema (classe energetica, isolamento termico, regolazione della temperatura).

Moltiplicare la stessa potenza per più ore fa crescere direttamente i kWh o i m³ consumati. Ad esempio:

  • un climatizzatore da 0,8–1,2 kW tenuto acceso 8 ore invece che 2 moltiplica per 4 i suoi consumi giornalieri
  • un riscaldamento impostato a 21–22 °C invece che 19–20 °C, acceso tutto il giorno, può far aumentare la spesa stagionale di fino al 15–20%, secondo stime coerenti con le indicazioni di ENEA.

Perché i device di lavoro “consumano poco” e il clima molto

Computer portatili, router e monitor moderni hanno potenze relativamente basse:

  • un pc portatile in uso ufficio consuma spesso 30–60 W, con punte superiori solo in attività pesanti
  • un monitor da ufficio può attestarsi tra 20 e 40 W
  • un router wi‑fi tipico sta spesso sotto i 10–15 W.

Anche lavorando 8 ore al giorno, il loro contributo in kWh resta limitato. Il problema nasce dai sistemi ad alta potenza:

  • climatizzatori, pompe di calore, stufette elettriche
  • forni elettrici, piani cottura
  • boiler elettrici
  • resistenze dei termosifoni elettrici o degli scaldabagni.

Questi apparecchi lavorano nell’ordine dei kW, non delle decine di watt. Per questo, a parità di ore in più, incidono molto di più sulla bolletta.

Come limitare l’aumento della bolletta in modo concreto

Per contenere l’impatto del lavoro da casa, senza rinunciare ai vantaggi organizzativi, è utile agire su tre fronti:

  • Comportamenti quotidiani

    • sfruttare luce naturale e ridurre l’uso di lampade durante il giorno
    • usare lampadine LED in tutte le stanze più frequentate
    • spegnere completamente pc, monitor e periferiche durante le pause lunghe e a fine giornata (meglio con una ciabatta con interruttore)
    • impostare un timeout breve per lo spegnimento automatico dello schermo
    • evitare di tenere il climatizzatore molto basso in estate o il riscaldamento troppo alto in inverno: differenze di 1–2 °C si traducono in risparmi di diversi punti percentuali in bolletta.
  • Gestione del riscaldamento e del raffrescamento

    • riscaldare solo l’ambiente in cui si lavora, riducendo o chiudendo i termosifoni nelle stanze non utilizzate
    • in inverno, mantenere il termostato a 19–20 °C: le indicazioni ENEA indicano che ogni grado in meno può portare a un risparmio intorno al 6–7% sui consumi stagionali
    • in estate, impostare il clima a non più di 5–6 °C in meno rispetto alla temperatura esterna, per evitare sprechi eccessivi e sbalzi termici
    • curare isolamento e schermature (tapparelle, tende esterne) per ridurre il carico termico.
  • Scelta della tariffa e del contratto di fornitura

    • valutare se conviene una tariffa monoraria (prezzo uguale tutto il giorno) o bioraria (più bassa la sera e nei weekend). Per chi lavora prevalentemente in orario d’ufficio da casa, spesso la monoraria risulta più prevedibile
    • verificare tramite i portali dedicati e i comparatori autorizzati le offerte del mercato libero più adatte ai propri consumi (kWh e m³ anno), facendo attenzione non solo al prezzo dell’energia ma anche ai costi fissi
    • controllare periodicamente in bolletta il consumo annuo effettivo e confrontarlo con le stime, per capire se gli interventi di risparmio stanno funzionando.

Combinare questi accorgimenti permette, in molti casi, di assorbire buona parte dell’aumento di spesa legato allo smart working, riportando luce e gas su valori vicini al periodo pre‑lavoro agile, pur continuando a lavorare da casa alcuni giorni a settimana.

In quasi tutti i casi sì, perché si resta in casa più ore con pc, luci, riscaldamento o condizionatore accesi. L’aumento varia molto: per alcuni nuclei si parla di poche decine di euro l’anno, per altri di alcune centinaia. Tuttavia, il risparmio su trasporti e pranzi fuori tende a essere superiore, generando un saldo economico complessivo ancora positivo per il lavoratore.

Sì. Un portatile tipico consuma poche decine di watt, anche usato 8 ore al giorno incide relativamente poco sulla bolletta. Sono riscaldamento, condizionatore e grandi elettrodomestici usati più spesso a pesare davvero, perché lavorano con potenze nell’ordine dei chilowatt.

Per un uso regolare dello smart working, vari studi indicano aumenti “puri” di 150–250 € l’anno in un contesto di prezzi medi. Con le tariffe elevate degli ultimi anni, lo stesso extra di consumi può valere anche 400–800 € in più, soprattutto in case poco isolate o in zone molto fredde. Leggere i propri consumi annui in bolletta è il modo più sicuro per capire dove ci si colloca.

Per chi usa molto l’energia nelle ore centrali feriali, una monoraria competitiva è spesso più vantaggiosa e più semplice da gestire, perché evita di concentrare le attività energivore in ore “fuori punta”. La bioraria può convenire se si riesce a spostare sistematicamente lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici e altre utenze energivore alle sere o ai weekend.

Immagine di Fabio Perciante

Fabio Perciante

Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.

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