Spegnere le luci quando non servono è uno dei gesti più semplici per tagliare i costi energetici. Con i radiatori, però, il ragionamento cambia: conviene tenere i termosifoni accesi a bassa temperatura o è meglio accendere e spegnere? Quanto incide davvero sulla bolletta? In questa guida mettiamo in fila dati, stime e buone pratiche per gestire il riscaldamento in modo più efficiente, senza rinunciare al comfort.
Tabella dei Contenuti
🔥 Cosa sapere
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Tenere i termosifoni accesi tutto il giorno può far crescere la spesa annuale di centinaia di euro, soprattutto se la temperatura supera i 20 °C.
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Ogni grado in meno nella temperatura ambiente permette di risparmiare fino al 10% sui consumi di gas o energia.
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La temperatura ideale per comfort ed efficienza è tra 19 °C e 20 °C, come raccomandato da ENEA.
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Con termostati programmabili, manutenzione regolare e una corretta regolazione delle valvole, è possibile ridurre i costi senza sacrificare il calore domestico.
Variabili che determinano i consumi
I costi non dipendono solo dall’orario di accensione, ma da un insieme di fattori che conviene valutare prima di fissare regole rigide.
- Isolamento dell’edificio: serramenti, ponti termici e cappotto incidono su quanta energia serve per mantenere la temperatura. Un buon isolamento termico riduce la potenza necessaria e stabilizza gli ambienti.
- Tipologia di generatore: una caldaia a condensazione è più efficiente di una tradizionale; una pompa di calore richiede logiche e temperature di mandata diverse; i termoarredi elettrici hanno dinamiche di costo differenti.
- Superficie e altezze: più volume d’aria da scaldare significa maggiore energia, soprattutto con soffitti alti.
- Tipologia di radiatori: ghisa, acciaio, alluminio hanno inerzie termiche e velocità di risposta diverse.
- Comportamento d’uso: finestre aperte a lungo con riscaldamento in funzione, radiatori coperti da tende o mobili e poca manutenzione (aria nei corpi scaldanti) alzano i consumi.
- Zona climaticaLe zone climatiche in Italia sono delle porzioni di territorio con caratteristiche climatiche simili, una differenziazione utilizzata per determinare l’uso del riscaldamento a seconda dell’area geografica. In questo modo è… e orari di accensione ammessi per gli impianti centralizzati: in molte città sono previsti limiti di ore giornaliere nella stagione termica.
Quanto costa tenerli accesi tutto il giorno (stime €/h, €/giorno, €/mese)
Per dare un ordine di grandezza, riportiamo stime realistiche basate su casi-tipo diffusi in Italia. I numeri servono come riferimento e cambiano con tariffe, efficienza dell’impianto e dispersioni dell’edificio.
- Appartamento 100 m² con radiatori a gas, condizioni standard: per ottenere circa 5,2 kW termici utili, il costo stimato può aggirarsi attorno a 0,57 €/h. In 10 ore, circa 5,7–6,0 €.
- Stesso appartamento con forti dispersioni (pareti fredde, infissi datati, caldaia poco efficiente): il consumo orario può avvicinarsi o superare 1 €/h. In 10 ore, 10–13 €.
Proiezione mensile indicativa, assumendo 10 ore/giorno:
- Casa media ben gestita: ~6 € × 30 giorni = ~180 €.
- Casa con molte dispersioni: 10–13 € × 30 giorni = 300–390 €.
Queste stime si allineano a un quadro annuale in cui la spesa per il riscaldamento domestico si aggira attorno a 900–1.000 € per molte famiglie, pur con forti differenze in base alla zona e alle abitudini.
| Scenario | Consumo stimato | Costo orario (€ / h) | Costo giornaliero (10 h) | Costo mensile (30 giorni) |
|---|---|---|---|---|
| Appartamento 100 m² – condizioni standard | Circa 5,2 kW termici utili | ≈ 0,57 €/h | 5,7 – 6,0 € / giorno | ≈ 180 € / mese |
| Appartamento 100 m² – forti dispersioni | Pareti fredde, infissi datati, caldaia poco efficiente | ≈ 1,0 €/h (fino a 1,3 €/h) | 10 – 13 € / giorno | ≈ 300 – 390 € / mese |
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Accensione continua vs accensioni a intermittenza
Accendere e spegnere in modo ripetuto porta la caldaia a lavorare più spesso a potenza elevata per recuperare la temperatura. In abitazioni con scarsa coibentazione, questo effetto è ancora più pronunciato. Mantenere un livello termico moderato e costante:
- riduce i picchi di potenza e lo stress dell’impianto;
- stabilizza il comfort, evitando ambienti che passano da freddi a molto caldi;
- può risultare più efficiente quando l’involucro disperde molto.
La via più efficace resta l’equilibrio: evitare sia l’accensione minima (casa fredda e grandi picchi al rientro) sia la temperatura troppo alta in continuo. Una regolazione attenta, aiutata da cronotermostato e valvole termostatiche, di solito vince su entrambe le estremità.
Regolazioni consigliate: temperature, orari, stanze
- Temperature guida: 19–20 °C nelle ore di presenza; 16–18 °C durante l’assenza. Un solo grado in meno può valere fino a ~100 € di risparmio annuo.
- Orari: ridurre l’accensione di un’ora al giorno vale in media ~35 € l’anno. In pratica, spegnere o abbassare prima di uscire e ripartire poco prima del rientro con profili automatici.
- Stanze: usare le valvole termostatiche per differenziare le temperature. Camere da letto leggermente più fresche (16–18 °C) migliorano anche il sonno; zone giorno a 19–20 °C.
- Notte: salvo climi estremi o esigenze particolari, meglio evitare temperature alte continuative. Impostare un profilo ridotto migliora comfort e salute.
- Buone pratiche: non coprire i radiatori, sfiatare l’impianto a inizio stagione, chiudere tapparelle e persiane di sera, installare pannelli riflettenti dietro i radiatori posti su pareti fredde.
Tecnologia utile: termostati smart e valvole
La domotica aiuta a mantenere una termoregolazione precisa senza interventi continui:
- I termostati intelligenti gestiscono fasce orarie, apprendono le abitudini e possono adattarsi alle condizioni meteo. Consentono controllo da remoto e scenari (es. rientro serale).
- Le valvole termostatiche smart mantengono la temperatura stanza per stanza e possono rilevare finestre aperte, evitando sprechi.
- Centraline evolute coordinano i radiatori, limitano gli sbalzi e riducono le dispersioni termiche dovute a sovra-temperature localizzate.
Interventi strutturali e bonus
Se la casa disperde molto calore, la strategia vincente è ridurre il fabbisogno prima ancora di “giocare” con orari e setpoint:
- Cappotto termico, isolamento del tetto e sostituzione infissi possono ridurre i consumi fino a ordini del 20–50% a seconda della situazione di partenza.
- Anche interventi più leggeri (controsoffitti isolanti, guarnizioni per serramenti) hanno impatto misurabile.
- La sostituzione della caldaia con una a condensazione e una regolazione climatica evoluta porta spesso risparmi tangibili rispetto a generatori tradizionali.
- Verificare la disponibilità di bonus ristrutturazione e detrazioni: consentono di ammortizzare l’investimento nel tempo.
Impatto sulla bolletta e scelta del fornitore
Oltre all’efficienza, incide il prezzo dell’energia. La spesa media per il riscaldamento può superare i 1.000 € l’anno, ma le offerte del mercato libero del gas mostrano differenze fino a circa il 34% tra la più economica e la meno conveniente: significa fino a ~310 € di risparmio potenziale solo scegliendo una tariffa migliore. Confrontare le offerte prima dell’inverno è una mossa semplice che vale nel tempo.
Esempi pratici di spesa stagionale
Esempi indicativi per una stagione di 4 mesi (circa 120 giorni), con 10 ore/giorno:
- Casa media ben gestita (circa 6 €/giorno): ~720 € per stagione. Profilo adatto a chi mantiene temperature moderate e cura l’uso con valvole termostatiche e chiusura serale di tapparelle.
- Casa con elevate dispersioni (10–13 €/giorno): 1.200–1.560 € per stagione. Qui l’accensione continua a bassa temperatura può evitare picchi, ma conviene puntare su isolamento e calibrazione della temperatura.
Se si riescono a ridurre 2 ore/giorno grazie a profili smart e isolamento (da 10 a 8 ore), nello scenario da ~6 €/giorno la spesa scende a ~4,8 €/giorno: ~576 € per stagione. Con interventi strutturali e scelta di un fornitore più conveniente, il taglio complessivo può diventare molto significativo.
| Tipologia abitazione | Costo medio giornaliero | Durata stagione (120 giorni) | Spesa stimata per stagione | Note di comportamento |
|---|---|---|---|---|
| Casa media ben gestita | ~6 € / giorno | 4 mesi (~120 giorni) | ≈ 720 € | Temperatura moderata (19–20 °C), uso di valvole termostatiche, chiusura tapparelle e regolazione oraria intelligente. |
| Casa con elevate dispersioni | 10–13 € / giorno | 4 mesi (~120 giorni) | ≈ 1.200 € – 1.560 € | Accensione continua a bassa temperatura per mantenere comfort; consigliato migliorare isolamento e calibrazione dell’impianto. |
La domanda non ha una risposta unica: tenere i radiatori sempre accesi può essere più efficiente di accensioni a intermittenza quando la casa disperde molto calore, ma la vera economia arriva da tre mosse combinate:
- Impianto efficiente e ben regolato: caldaia a condensazione, termostati intelligenti e valvole termostatiche per una termoregolazione precisa, evitando picchi e stanze surriscaldate.
- Involucro migliorato: puntare su isolamento termico e infissi performanti riduce drasticamente il fabbisogno; i bonus ristrutturazione possono aiutare.
- Prezzo dell’energia sotto controllo: confrontare le offerte gas, rivederle periodicamente e monitorare i consumi reali.
Spegnere un’ora prima, abbassare di un grado e curare i dettagli quotidiani vale decine di euro l’anno. Combinando questi accorgimenti con una gestione intelligente degli orari si può avere una casa calda, una bolletta più leggera e un impianto che lavora meglio e più a lungo.
F.A.Q
In un 100 m² standard, una stima tipica è intorno a 0,57 €/h. In presenza di forti dispersioni termiche e generatori poco efficienti, può avvicinarsi o superare 1 €/h.
Meglio un profilo ridotto (16–18 °C) o lo spegnimento anticipato con riattivazione programmata prima del risveglio. Temperature troppo alte notturne peggiorano comfort e qualità del sonno.
In genere 19–20 °C nelle ore di presenza. Un grado in meno vale fino a ~100 € di risparmio in bolletta l’anno.
Gli on/off frequenti creano picchi di potenza e recuperi energetici più costosi, specie in case poco isolate. Un profilo costante a temperatura moderata, gestito da cronotermostato, è spesso più efficiente.
Fabio Perciante
Laureato in Economia Aziendale ha conseguito un Master di I° livello in Gestione delle Imprese e delle Società.
Lavora in Accueil, società di servizi di Call e Contact Center nel ruolo di Project Manager dal 2007. Specializzato nel campo Telco ed Energy, attualmente si occupa in particolare di comparazione di servizi sul Web.
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